lunedì 17 giugno 2013

LA POESIA FA BENE ALLA PELLE

la poesia fa bene alla pelle
al pollo che è in noi
alla scienza del parlare agli altri,
quelli che ti abbaiano contro
senza sapere nemmeno chi sei.
perchè la poesia è una calamita di tutte le follie
che ti si ribaltano addosso
diventando la tua irrinunciabile nazione.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

domenica 16 giugno 2013

UNA VITA FATTA DI LIBRI


un mio amico che vive in un bunker con pareti fatte di libri è stato minacciato di sfratto dal condominio perché il pavimento della sua casa, per il peso tremendo degli innumerevoli volumi potrebbe crollare, ma lui se ne fotte! Anzi adesso li ha messi anche nel ballatoio, li ha impilati in due artistiche colonne proprio a incorniciare la porta della sua meravigliosa soffitta, incastrato in una delle due mi dice che è sicuro che fino a pochi giorni fa ci fosse anche "La vita breve", adesso è sparita, come può essere stata "sfilata" evitando il crollo della colonna resta per noi un mistero...
E.W.
(on G. D'Ambrosio Angelillo)

lunedì 10 giugno 2013

POETESSA TEDESCA

il mondo è un mistero spaccato,
il pennello di una poetessa tedesca
che vende cuori veri per strada,
come  pagnotte 
che cuociono nella neve,
perchè il fiore ancora non si decide.
c'è gente
e ci sono ombre.
ma la poetessa tedesca è di marmo
e vende sguardi di sapienza
per strada.
anch'io vendo qualcosa,
le troppe parole
che mi cadono in briciole
dall'anima.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO

UNA PER BETTY PAGE

il sentimento della modella,
faccia pallida di amore e tentennamenti
in viaggio verso il mondo,
mani che dicono molto,
vino cagliato di momenti neri.
cielo e maledizioni.
sete di guardie
che vengono solo per vedere.
c'è molto del mare
e dei porti deserti
mentre il quando aspetta
e il come si gratta la testa.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO

SI RAVANA NEL SOGNO

SI RAVANA NEL SOGNO
a parlare di titoli conquistati,
in sospeso da una vita
sul nostro conto di osti falliti.
uomini solubili
da cuocere a fuoco lento e astuto.
la pistola della sera
è nell'ombra
che già ci prende di mira.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO

COPERTINA DI ROMANZO

 romanzo che vola alto,
attaccati tutti i fili all'alta tensione
delle parole.
cipria bianca
e fuoco di treno,
l'adolescenza è la più bella cartolina
della vita,
un coraggio da leone
per battersi soli
in una partita di pallacanestro,
mentre all'orizzonte
le calde colline delle lacrime
risplendono al sole della terra natia.
il ponte, il treno e la nave:
non si è mica certi
dove mai si va.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

venerdì 4 maggio 2012

IL LAVORO DELL'AMORE (a Monica Bellucci)

Il lavoro dell'amore è un parlatoio che non resta nè passa, per il basso ventre che vuole il suo triste guadagno e la sua estrosa abbondanza. L'arte è amara e merita forse il suo certo biasimo. Si dà tutto per avere indietro un triste inganno, che si succhia l'utopia e si spende il suo mancato cielo. E' troppo strepitare per così poco, la chiacchera ama e il cupido è cieco. Si va via e si abbandona pure l'isola della felicità. L'uomo è un pazzo che spara sempre in testa al suo più gran mistero, la notte è esosa e l'orco non paga mai i suoi grossi debiti.  Si lotta e il cuore brucia sempre la stessa frittata.
    Questo è il lavoro dell'amore e la sua folle parola che sempre vola nel mare in tempesta di qualsiasi cervello.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
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domenica 18 marzo 2012

PENSIERO DI BETTY PAGE

Magia di sogno
che se ragioni si perde nel vento,
la scrittura
ha un segreto inchiostro di follia
che se vuoi pregare
ti porta in paradiso
oppure ti spezza l'anima in due
se vuoi scappare
per l'odore della polvere da sparo.
GD ANGELILLO
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lunedì 13 febbraio 2012

PARLA D'AMORE di gd angelillo

Parla d'amore
e racconta tutto il caldo che ti porti dentro
che nessuno cerca di portare
il suo quintale di silenzio
più a lungo di quanto gli è dovuto,
perchè la forza è poca
se non porta da nessuna parte
e il sentimento un vetro molto fragile.
Parla del tuo sogno
che quello da solo se ne sta sempre zitto
che l'acqua è vera
come pure il Narciso che siamo tutti.
Parla della tua follia
che la gente è tutta matta
e se accetti la vita non ti manderà indietro
dalle facili banchine di porto di santi perduti
che è la poesia mondiale.
Parla e sussurra parole d'infinito
che qualcuno ti ascolta sempre
qui seduto
sui comignoli di internet,
accovacciato su se stesso
nella sterminata pianura d'erba verde
di tutta la rete...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
http://www.libriacquaviva.org/
http://www.books.google.com/

venerdì 30 dicembre 2011

BETTY PAGE di gd angelillo

Bellezza che incanti il mondo
e lo seduci
con il tuo sorriso invincibile.
E il sogno di una sigaretta fumata
passeggiando per i marciapiedi freddi,
con una tua foto
come etichetta sul nostro cuore.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

mercoledì 14 dicembre 2011

NEVE NOTTURNA poesia di gd angelillo

la neve era per strada
in bilico tra un destino
e una promessa stretta in mano.
una dolcezza strana venuta da lontano,
a fiorire come una giovinezza
sull'uscio tempestoso della mia diletta.
la notte era di un silenzio umano,
con la luce della vita
a fluttuare tra le stelle
nel suo sguardo amato.
angelillo

L'ACROBATA SPECULATORE ALLA FIERA DELLE FACCE USATE poesia di angelillo

Il suo cuore è una pietra rifinita.
La sua anima è un biglietto da 100 euro.
E' un personaggio del teatro di Godot.
Ieri al mercato cercava di vendersi
anche il suo posto in Paradiso,
seppure ne avesse solo uno in basso,
proprio nel sottofondo scassato
di questo maledetto inferno.
ANGELILLO

martedì 13 dicembre 2011

HO VENDUTO UN'EUROPA PER UN POLLO

ho venduto un'europa per un pollo,
ho venduto un'amore
per un pugno di caramelle.
me ne sono andato poi
con un carrello pieno di cartacce
a fare il primo cliente di un mendicante
che per il prezzo  di una tartaruga
mi ha augurato buona fortuna
per tornare a casa,
in una metrò piena a bicchiere
di facce di monete di euro
ormai senza più valore.
angelillo

UOMO SEDUTO LUNGO UN FIUME IN PIENA

non vorrei essere un grande romanziere
non vorrei essere nemmeno piccolo
non vorrei essere neanche un romanziere.
vorrei essere solo un uomo
seduto a terra
lungo un grosso fiume in piena
a pensare a quanto l'acqua
sia più potente di qualsiasi parola,
a pensare a quanto il tempo
sia più spettacolare
di qualsiasi romanzo.
angelillo

domenica 23 ottobre 2011

LA VERA FORZA poesia di gd angelillo

bene
siamo qui, colomba rossa,
ho ficcato una matita arancione sul libro
per resistere.
un merito che d'altronde
non è che costi troppo:
tutto quello che devi fare
è restare dove sei,
proprio come io sto facendo ora.
qualcuno lo chiama eroismo
ma per me è un pò troppo.
non si è mai troppo forti
se ti limiti a sbafarti il lardo del vampiro
e la bellina
se ne è andata a cinema con quell'altro.
chi era?
certo non è possibile ricordarsi tutto,
ma resistere davvero alla malinconia del mondo
credo che a ragione
si possa chiamare la grande forza del vivere.
GD ANGELILLO
http://soldatorock.blogspot.com

venerdì 29 luglio 2011

DONNA ALLA BOTTIGLIA poesia di GD Angelillo

ehi, ehi, ma chi può dire di valere davvero qualcosa a questo mondo?, un mondo che ti bastona col tempo qualsiasi cosa tu faccia, di qualunque specie sia la tua bella sensibilità,
sesso e corsa,
ecco la vita media dell'uomo contemporaneo,
si finge di amare, si mente sull'età,
e si esce di notte a imitare il colore di una volta che fu,
è proprio così, non temere, lo sanno di sicuro un pò tutti,
la forza terribile del destino ci fa a polpette
e ci rompe prima o poi qualche costola,
come una montagna che si spezza e che crolla proprio su di noi.
abbracci, inganni, tradimenti, sposalizi, fughe senza ritorno.
e alla fine ti ritrovi con un cuore pieno di livore
e un limone sempre in mano per aggiustarti lo stomaco.
una faccia pulita è ovvio che si sporchi parecchio
nella seconda guerra mondiale di ogni giorno così inutile,
facendosi passare sempre avanti in qualsiasi fila,
facendosi passare sul naso qualsiasi puzzolente moscone,
e che si impara in qualsiasi vita?
nemmeno a addrizzare un numero al lotto alla volta buona.
per fortuna almeno che nessuno ci prende per qualche altro
più fallito di noi, ma forse non c'è nemmeno,
i sogni sono ancora ragazzi per fortuna,
ma gli incubi son tutti con i capelli un pò bianchi.
sempre più lenti di qualsiasi altro,
e alla festa che conta mai l'invito giusto,
i treni son sempre stati un pò infelici con noi.
ehi, ehi, ma chi è che ci può dire davvero fatti più in là con alquanta tranquillità?
di essere così insignificanti a ben guardarci nessuno si azzarda
a dircelo in faccia.
è normale: siam grossi di vita
anche se senza sigarette e senza chitarra elettrica.
e le tipe che ci lumano o son tardone o son racchie,
ma non era così una volta quando si ballava il rock'n roll
in Vietnam.
e quella grassona che ti guarda e ti dice:
hai fuoco, bello?
sì, per farti al forno.
maiale!
tu vuoi fare le porcate e io sono il maiale?
la grassona ride e si fa pagare due birre,
meglio che niente.
la televisione ormai è questa qui.
e per sopravvivere  non ci resta che far i bambini.
a speranze di puttane
e desideri di baristi.
soldati di waterloo in disorganica ritirata,
precari, allupati, aspiranti suicidi in incognita.
acquattati sui ballatoi
ad aspettare tutti un tram per il futuro ormai soppresso.
ehi, ehi, ma chi ti dice che proprio alla fine non si attacchi rissa,
sì, sì, proprio noi con il fondo del bicchiere perennemente furibondo,
scansando i colpi e finalmente restituendoli ai loro legittimi proprietari,
decidendo d'un tratto che ritirarsi sempre non si può più,
siamo arrivati tutti al culo
e più dietro ancora davvero non ce n'è più.
merci e uomini,
chi alla fine davvero vincerà la partita?
la coscienza è andata, ora si aspetta che vada la vita.
ma la grassona si beve la sua birra
e cerca fuoco ancora intorno a sè,
i sorrisi son finiti
e il bar chiude tra cinque minuti...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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venerdì 22 luglio 2011

venerdì 25 febbraio 2011

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo KILLING GENIUS BANG! romanzo giallo futurista ACQUAVIVA

"Se ogni cosa sulla terra
fosse razionale
non accadrebbe nulla".
DOSTOEVSKIJ
.
Un giallo futurista senza assassini
ma con un gravissimo tentato omicidio:
l'intelligenza stessa dell'umanità.
.
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lunedì 21 febbraio 2011

ITALIA racconti favole proverbi Piccola Casa Editrice ACQUAVIVA

"L'Italia è fatta
ora facciamoci gli affari nostri".
FEDERICO DE ROBERTO
I Vicerè
.
Raccontini, fiabe, proverbi, ricette
di ogni Terra d'Italia,
ognuna bellissima e inimitabile.
.
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giovedì 22 aprile 2010

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo BULLAZZE E MARMITTONI racconti metropolitani Piccola Casa Editrice ACQUAVIVA


"Ahi, che fatica mi costa
amarti come ti amo!"
Federico Garcìa Lorca
-
38 racconti metropolitani
che narrano con forte e sana ironia la Milano che ama,
si dispera, sorride, è felice, impazzisce di sacre maledette
passioni amorose.

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo SUPERPAZZI 69 racconti metropolitani 1 volume Piccola Casa Editrice ACQUAVIVA


"Su 4 tre hanno la laurea in superpazzia
il quarto è il docente."
G. D'Ambrosio Angelillo
-
69 racconti metropolitani che narrano del vortice quotidiano
di paranoie, di schizzamenti, di fobie, di megangosce, di stramberie,
di colpi di genio perennemente falliti e ritentati...
La grande Milano sempre all'assalto del cielo stellato di un meglio
e di un peggio sempre nascosto là, dietro l'angolo...
Angeli, diavoli, fate, streghe... superuomini, sottocani...

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo SUPERPAZZI 69 racconti metropolitani, 2 volume Piccola Casa Editrice ACQUAVIVA


"Più il nostro tempo se ne diventa maledetto
più gli uomini quasi per difendersi
se ne diventano dei micidiali superpazzi."
G. D'Ambrosio Angelillo
-
69 racconti metropolitani che narrano di cani ubriachi,
rivoluzionari falliti, semidei azzoppati, luminari senza corrente,
scrittori di nessun libro, politici mocciosi, petrolieri appiedati,
contadini di periferia, balordi geniali, bottiglioni di vino,
fagioli in scatola, cittadini alieni, sacchi di immondizie,
pornodive cretine, lupi che azzannano, ecc. ecc. ecc.

giovedì 15 aprile 2010

IL SEGRETO DI UNO SCRITTORE: G. D'Ambrosio Angelillo

Romanziere, filosofo, poeta, saggiatore. Testa dura e intelligenza tosta. Scrive a valanga, nessuna tirata, poche recensioni. Un ragazzo tra delinquenti, un giovane maledetto, arrivismo zero, narratore fluviale, amante marinaio. L'Autore che si autoproduce da se stesso senza mai guadagnarci più di 4 soldi messi in croce. Un giovane patriarca. Un amico pazzo, e un'amica genio. Angelillo è un uomo del mistero. Racconta di altri, poco di se stesso, questo non tanti lo capiscono. Lui nasconde e depista. In questo discepolo verace di Dostoevskij e Nietzsche, dei quali pure si è occupato moltissimo.
"Un grafomane anche alquanto pericoloso", ha detto di lui un suo ex-amico di gioventù, ora famoso scrittore nazionale che vuole l'anonimato.
Di amici ne ha avuto tantissimi, tantissimi gli hanno voltato le spalle. Motivo? Non pervenuto. Lui non molla e se ne frega di tutti.
Un capitolo di libro al giorno, 31 romanzi, 257 racconti, biografie, saggi, raccolte di aforismi, poemi, dozzine di brogliacci senza titolo. Angelillo sta a cavallo del Terzo Millennio mangiandosi a colazione espressionismo, a pranzo spinozismo, a cena esistenzialismo. E' amico di Kafka, confidente di Joyce, intimo di Cèline.
Sono 10 anni che non legge più niente: "il suo cervello è saturo come una cantina di re di vino", dice un altro suo amico pseudofamoso, anche lui in para di anonimato.
"E' un anarchico protestante anche se non lo ammetterà mai", dice di lui un altro ex-amico.
"Ormai di Spinoza e di Machiavelli sa così tanto che finalmente ha capito che non serve contrapporsi al destino o lottare per una morale, la lotta e l'amore, anche questo una sottile forma di combattimento, sono contemplati con gli occhi di un gatto che semplicemente muove la coda solo perchè semplicemente gliela muove il vento. Sono tutti dei Raskolnikov in nuce, degli assassini senza costrutto e idealisti di portafoglio, dei superuomini rinnegati e amanti del castigo più che del delitto, così la pensa veramente quel supermatto", e così dice di lui una sua amica giornalista che addirittura lo odia. Motivo? Un bidone di 20 anni fa.
"Siamo tutti dei farabutti senza fondo, dei poeti senza ascensore, dei mediocri senza fama ma con tanta violenza e tanto risentimento in ogni piagnisteo e in ogni lamento che pratichiamo", dice lui stesso in un suo racconto inedito. Destinazione: lontananza e oblio
Narratore straordinario, scrive per strada, come un balordo qualsiasi. In corso di creazione diventa violento e intrattabile, per poi diventare buono e mansueto come un idiota alla Dostoevskij o come un Don Chisciotte.
Numero sterminato di pagine scritte in un mese, spicchio di tavolo per lavorare non più grande di un quaderno, stanza di lavoro un bunker fatto di libri e di quaderni. Capace di pesare il suo sorriso e spedirlo a uno sconosciuto qualsiasi.
Pazzia e depressione. Un fenomeno di scrittore che non conosce scrupoli o cambiali. Non chiede prestiti a nessuno. "Ho già moltissimo di mio, dice, e so cosa farmene".
E' amico di accoltellatori, ciclisti professionisti, poeti laureati, grassoni ciclopici, ubriaconi incalliti, professori universitari, nani, ballerine e pagliacci. E lui è tutti loro messi assieme che non fa domande a nessuno.
"Diverso dai diversi? Nemmeno per sogno. Sono troppo pigro, mi spaventa sentirmi superiore a chicchesia. Sono un umiliato tra milioni di umiliati, sono un offensore tra milioni di offensori".
Eppure scava più a fondo nel suo narrare e ti accorgi che Angelillo non ha paura nè del tutto nè del nulla, nè dell'abisso nè del cielo. Il suo semplicemente è un umanesimo totale.
"Sono un uomo e nulla di ciò che è umano lo ritengo estraneo da me stesso", è la sua massima di vita e di arte sempre vagante e viva e concreta.
Provinciale e metropolitano, contadino e marinaio, fanatico e umile, odiatore delle macchine e amante del buon vino. Amico di tutti e comunque sempre un orso solitario, un autentico lupo della steppa nella folla sterminata della Milano odierna.
"Un fuori di testa tutto sommato, ma con parecchio sale nella sua straripante follia", dice di lui un molto finto amico, ora impiegato di banca superiore.
"Un popolano che ha fatto l'Università, un parvenu che si atteggia a professore, vuole guidare una mongolfiera ma la sua patente di triciclo è ormai scaduta da tempo, un apprendista stregone che ritiene di conoscere il mondo, mentre le tasche gli sono perennemente sfondate".
"Vuole conoscere la verità, ma si circonda di mentitori. Di lui non saprete mai niente di preciso perchè le cose più grosse che ha fatto non le confida a nessuno."
"Lui scrive ma in realtà vuole sempre trombare, come tutti. Dei soldi se ne fotte è vero, ma vuole fare tutto e così non diventa mai niente".
"E' un grande ascoltatore, questo glielo ammetto, ma poi ti ruba l'anima e te la sbatte nella pagina scritta, per me è un autentico demonio. E così se ne può andare all'inferno, da dove certamente un giorno è venuto fuori".
"Per trombare tromba, ma pure scrive come un dannato. Per me con lui anche Freud avrebbe dei seri problemi per decifrarlo".
"Per me il suo segreto è Dostoevskij, con un maestro come Dostoevskij per amico è molto difficile fargli le scarpe, almeno come scrittore".
"Sa tutto dei Greci, della Rivoluzione Francese, di Napoleone, della Seconda Guerra Mondiale, per me quell'uomo è semplicemente un enigma".
"Ha fatto così tanti lavori che sulla carta d'identità alla voce professione dovrebbero scrivere: rompighiaccio atomico".
Così dicono di lui i suoi tanti finti e veri amici.
L'Autore che si autoproduce tutti i suoi libri con la sua Piccola Casa Editrice ACQUAVIVA, dal nome del suo paese contadino di origine: Acquaviva delle Fonti, in Puglia.
Lui se lo interroghi afferma di essere quello che si vede, di dire quello che pensa, e di fare quello che dice.
"La parola di un uomo per me ha ancora un senso e un valore, molto più di qualsiasi cosa scritta", parola di scrittore underground.
I giornalisti e i critici lo ignorano bellamente, lui incassa e dice che sono molto gentili con lui: almeno non ne parlano male.
TV e monolocali non parlano mai di lui pure, e lui sorride e dice: "qual è il problema? Io odio la TV ma amo moltissimo i libri, e so che anche loro mi vogliono un sacco di bene":
Come scrittore e come uomo di cosa mai aver paura allora?

THOMAS FERRARA,
"underground"
fanzina toscana

lunedì 5 aprile 2010

PENSIERI DI UNO SCRITTORE UNDERGROUND di G. D'Ambrosio Angelillo




UOMO


Non sono nato scarafaggio nè cane. Sono nato uomo. Io credo che mi sia andata molto bene.
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ESPERIMENTI
Tutti i libri sono degli esperimenti, più o meno riusciti. Ecco perchè io credo che bisogna scriverne parecchi prima di essere così fortunati da beccare il capolavoro. Il capolavoro non viene se ti eserciti con lo stile o con la sintassi. Il capolavoro viene solo se ti fai massacrare dalla verità del linguaggio che tu stesso hai messo su.
L'editing è invece una bastonatura di anime vive che sono le nostre stesse personalissime lingue delle nostre medesime esistenze.
-
I CRITICI
I critici non dicono mai niente su di me. O non mi capiscono o non mi leggono. Per me è una condizione formidabile: il silenzio. Dostoevskij temeva sempre le recensioni. "Chissà quale malvagità avranno escogitato questa volta per me", diceva. Meglio la tranquillità che un versamento di bile.
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LA STRADA
Non ho mai messo piede in un salotto o in un cenacolo di intellettuali. Ho preferito sempre la strada per la mia personale ricerca letteraria, che poi è sempre coincisa con la ricerca della verità sull'uomo e sulla vita. Ho sempre preferito la compagnia di una puttana o di un balordo agli esegeti esperti in lana caprina dei caffè letterari.
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IL GRANDE ROMANZO
Quando hai scritto un grande romanzo anche se non ne parla nessuno sei l'uomo più felice del mondo.
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SCRIVERE
Scrivere è una vocazione. Ogni scrittore somiglia solo a un monaco zen. Il rumore della sua sola mente è una religione monoteista che fa di ogni soffitta un maestoso convento.
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L'ARTISTA
Un pò di mondo l'ho visto. E anche e soprattutto i grandi paesi civili. E devo dire che l'Italia mi è sempre mancata. Mi mancava soprattutto il caldo, la musica, il vino, il sole, il mare, la verità suprema dell'Arte nostra. L'Italiano è un superpazzo ma è libero, per questo l'Italia sarà sempre superiore a qualsiasi superpotenza dilettante. L'Artista è il vero professionista nella speciale arte di vivere. E questo l'Italiano, nella sua follia e nella sua fortuna, non lo riprende mai da nessun paese straniero.
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I POVERI
Soldi e lavoro. Tutti ne vogliono. Soprattutto i disperati. Ma gli uomini sono sempre gli stessi. Non ne vogliono mai sapere di spartire giusto come bravi fratelli. Ognuno vuole tutto, come uno stupido bambino.
Per questo io preferisco la povertà. Il povero gli basta quel che ha. E se lo fa pure avanzare. Per dare in ogni evenienza qualcosina agli altri.
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IL ROMANZO
Di solito anche un romanzo di 1000 pagine è tutto racchiuso in un'immagine. Non tutti si ricordano che la parola teoria significa visione. Idea significa pure qualcosa del genere. Il pensiero e così anche la narrazione è sempre in maniera originale un film che si sviluppa da un unico quadro primordiale.
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DOSTOEVSKIJ
Dostoevskij ha più di una ventina di tecniche diverse nell'arte di scrivere romanzi, e le applica contemporaneamente in un'unica opera. Uno scrittore forte e originale di solito ne possiede solo una. Immaginate ora la potenza narrativa di Dostoevskij. E di solito lui come uomo rimane pure zitto. E' come un direttore d'orchestra che suona contemporaneamente tutti gli strumenti dell'orchestra rimanendo come direttore muto. Un genio di genii.
Kafka, Joyce, Cèline hanno sviluppato, ognuno in maniera originale uno diverso, solo un aspetto dell'arte panumanistica di Dostoevskij. Per non parlare di tutti i grandi narratori russi del '900, tutti figli di Dostoevskij.
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LA GIOVENTU'
Uno scrittore rimane sempre nel suo intimo un eterno giovane. La gioventù non è assolutamente una questione d'anagrafe. E' una questione di cuore. Senza gioventù è quasi impossibile pure scrivere.
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BORGHESIA E RIVOLUZIONE
Il capitalismo è sempre quello di una volta. Solo che ora non sono più i bambini inglesi a lavorare in fabbrica 12 ore al giorno, ma i bambini indiani e i bambini cinesi e brasiliani. Solo che le borghesie nazionali sono ora un gruppo di nazioni (il cosiddetto Occidente) e il proletariato tutto il resto della baraonda dei poveri operai di tutto il mondo, sempre sfruttati dal medesimo gruppo di capitalisti con il sistema stupido e autolesionista del dislocamento delle fabbriche nei paesi della miseria mondiale, con l'assurda e disumana scusa del basso costo del lavoro. Se il lavoro non costa quasi nulla anche la vita umana non costerà quasi nulla. Libertà Fraternità, Uguaglianza, le vecchie parole d'ordine della grande Rivoluzione francese rimangono ancora oggi la prospettiva di salvezza dell'intera umanità.
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ARTE E VITA
Dostoevskij descrive con verità l'umanità, oltre se stesso. Io vorrei avere pure questa tempistica e questa premura. Talora ci riesco, talora no. Ma pure mi ritengo forte perchè ho assunto la lezione e la so come fosse la mia. Dostoevskij è un maestro che è diventato una presenza costante in ogni mio racconto. Anche se non si mostra. Ho raccontato una volta la sua opera e il suo pensiero e con somma mia sorpresa ho scoperto che lui il suo infinito romanzo assoluto l'aveva scritto con la sua stessa vita.
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SPINOZA
A 10 anni chiesi a Dio di farmi diventare il più forte giocatore di calcio del mondo. Divenni invece una schiappa che picchiava in sovrappiù gli avversari. A 17 anni scoprii chi era davvero Dio grazie a un libro di Spinoza. E allora non gli ho mai più chiesto nulla perchè avevo già tutto: la vita.
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ROMANZI DI FORMAZIONE
Un grande scrittore scrive sempre e soltanto romanzi di formazione. Perchè formati non siamo mai e sempre cerchiamo di diventare ciò che una volta sognammo di diventare in gioventù.
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SCRITTURA
Scrivo sempre a mano su un quaderno qualsiasi. Ho un legame fisico con la mia scrittura, con la mia grafia, le mie assurde zampe di galline che razzolano nell'aia del cuore umano alla ricerca continua di un frantume di calore sincero e disinteressato. Per questo non correggo quasi mai, ho troppo rispetto per la mia scrittura così come sgorga, come acqua di fontana di foresta selvaggia.
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JOSEPH K.
Uso sempre quasi il mio personaggio Joseph K. Joseph in omaggio a tutti i miei patriarchi antichi sognatori che sono tutti gli artisti che amo. K. è invece come una X, uno sconosciuto che si dibatte in una eterna ricerca di se stesso, quasi sempre incompiuta e impossibile. E poi per quel grande amico mio triste che è Franz Kafka.
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LA VITA
La vita, è questo l'argomento. Spinoza diceva che non ne esistevano altri, tranne che per gli stupidi.
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SIGARETTA
Per uno scrittore la sigaretta è come la penna. Una penna di tabacco che si mette in bocca, si accende e si aspira con il fumo di tutte le cose, mentre sulla carta, bruciando qualcosa dentro,
si scrivono parole di brace e di cenere grigia.
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I CRUSCAIOLI
Ci sono pure gli amanti delle cagate di mosche tra le righe di un'opera, e questi sono gli accademici, i cruscaioli, i puzzalnaso. Costoro di spirito capiscono come gli osti di questioni divine solo perchè trafficano con il vino. Costoro non amano nessuno, e si vede. Tra le cose che disprezzano maggiormente è il nuovo. Con loro si sarebbe sempre al livello della prima elementare. Bella calligrafia, nessuna macchia d'inchiostro, e piedi uniti sotto il banco.
-
ROCK
Ascolto sempre musica rock quando scrivo. Mi faccio prendere dal ritmo e dal soul. Mi faccio plasmare dagli svisi di chitarre e dalle voci rotolanti come macigni su tutto quello che immagino. La mia scrittura è pure un rock suonato tra le nuvole di una strada dove si può solo correre.
-
L'AMORE
Credo come Dante che l'Amore sia il motore dell'intero universo. Anche se l'attrazione ha come legge di compensazione l'allontanamento perentorio e fatale.
-
UMILTA'
Sono uno scrittore umile. Perchè forse non posso fare altrimenti, dirà qualcuno di voi. Forse, ma la verità è che la superbia mi fa proprio scendere il latte dalle ginocchia. Io semplicemente mi accontento. Faccio il mio lavoro e mi basta. Ho sempre avuto una finestra di soffitta puntata sul cielo stellato. E' tutto quello che mi serve per scrivere. Oltre un tavolo sgangherato, una sedia malferma, un grosso quaderno bianco e una penna di inchiostro blu. Il salario di romanziere me lo passa immancabilmente un angelo che mi vuole bene fin da quando sono nato.
-
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
-
su GOOGLE LIBRI
romanzi e racconti a lettura libera
PASSAPAROLA, BELLO
-
soldatorock.blogspot.com
-
(schegge di intervista
per un famoso giornale nazionale
che poi gli è mancato il coraggio
di pubblicare
per imprevisti e insondabili ordini superiori
AH! AH! AH! AH! AH!....)
-
p.s. ultimo pensiero:
il mestiere di scrittore fa troppo ridere.
ah! ah! ah!...
joseph k.