venerdì 18 agosto 2017

che cosa abbiamo mai fatto di strano?
prendemmo la penna
e scrivemmo un sogno,
e ci credemmo.
questo abbiamo fatto di strano,
solo che il sogno era un sogno d'amore.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO


IL SOLE

se tu vedessi le magnifiche eruzioni del sole
che si stagliano a siderale distanza
dal tuo naso,
diresti: com'è caldo il mio pensiero
solo che il castello è abbastanza bugiardo,
io ora vado al frigorifero
e mi tiro un sorso di vino nero
che vien su qui a Milano dalla Puglia,
è un bel dono
che ogni giorno mi manda mio padre il Sole,
e io ancora ragazzo
mi vedo ancora lì a Acquaviva 
per le campagne
a vendemmiare,
in silenzio con i grappoli neri in mano
a pensare a quel mare di sguardi d'oro
di mia madre
e a quel sorriso beffardo di mio padre
che la sedusse
dicendogli: la luna e il sole un giorno
fecero l'amore
e nacque questo mondo bello.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO


Amanda, un nome che sempre chiamerà
e rincorrerà
su per le colline di Venere
il forsennato coraggio dell'Amore,
quando i sorrisi sono capaci
di travalicare ogni muraglia,
quando tutte le mani delle genti si aprono
a far festa alle colonne delle meraviglie
di questa sua città di verdissimi pensieri,
Amanda è il nome di una bambina
piena di magia,
sulla soglia di casa sua
si affaccia ora un infinito futuro d'amore.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

giovedì 17 agosto 2017

"la poesia non ti dà il pane ma di vino per ubriacarti di vita te ne regala a profusione,"
gda

JAZZ



o folle uomo che di nome fai nulla
e di cognome tutto,
più o meno come me 
ma all'incontrario,
ti aggrappi a una scala
e poi fai il gatto suonatore di tromba
perché sei il vincente,
hai mille favole attaccate alla coda
ma non le racconti a nessuno,
e suoni la fisarmonica con un dente solo
per risparmiare,
vuoi fare l'oste padrone di tutto il barile
ma non sono pesci che cucini
ma monetine di rame
che fanno più poveri
tutti gli uomini che conosci.
io non vado al tuo negozio
soltanto per farti schiumare di rabbia.
leggo topolino
e di mestiere faccio il miele selvatico,
che trovo dappertutto 
guardando la poesia del mondo.
so che te ne freghi di me
ma me ne frego pure io di te
e pari e patta torniamo con l'anima al centro.
fino alla fine non vincerà nessuno
di noi due,
ma io sono innocente tu colpevole
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

martedì 15 agosto 2017

in 5 minuti
se ne vola da una torre un palloncino
per destinazione spina gialla puntuta,
il mare è troppo basso
per trovarci un'onda di vecchio cabotaggio,
carta che perde la barca non la vede,
ma non perché non ci sia
solo perché ha lasciato sola
l'amore suo.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
felice Sallustio
che perde pecore in ogni sogno,
quando si sveglia urla per tutta la terra,
Roma l'ha perso in un mondo fasullo,
aveva un impero impuro,
pensava che era ieri
e invece era un addio.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
“Cos’è il jazz? Amico, se lo devi chiedere, non lo saprai mai.”
cialledda,
piatto contadino
c'è sempre da imparare per ogni dove,
sul cavallo
o in barca a pesca di un nulla che grida,
lanci una rete e peschi un arrivederci,
ti credi re
e invece sei un ciuco
che ha perso il fieno,
vuoi un soldo falso
che ti venda un giorno acido.
per quanto tu possa studiare
non imparerai mai abbastanza,
ti credi ovunque
e invece non hai manco una sedia rotta
dove cadere a terra
per metterti  a piangere.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

o tu che felice
spargi sogni di cobalto
in mezzo al mare,
e cucini piatti oscuri a ogni terra,
sei felice tu che ti immergi in ogni immenso,
spargi permessi ignoti
a ogni ora del giorno.
perché se la vita non si sa cosa sia
la felicità è questa terra infinita
dove noi buttiamo alla rinfusa
ogni semente che ci capita sottomano.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
è passato ferragosto tra un sonnifero
e un mare trascurato,
è passato l'attimo di felicità
nella mente di una persona che ci ama,
non è una storia da trascurare,
la vita non lo è mai,
si entra tra due braccia
e qualcuno ti tiene con amore.
si entra in un pensiero alto
e si sorride con un vertice di cielo in mano.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
libri di 
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
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 «Non sempre si scrivono romanzi. Si può costruire una realtà accostando e disponendo sforzi e scoperte che ci piacquero ognuno per sé, eppure siccome tendevano a liberare da una stessa ossessione, fanno avventura e risposta. Qui, come in tutte le avventure, si è trattato di fondere insieme due campi d'esperienza. E la risposta potrebbe essere questa: solamente l'uomo fatto sa essere ragazzo»
CESARE PAVESE



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ZI' LUIGI DI IMOLA

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MANCA IL LIMONE
PANZEROTTI DI RICOTTA