vecchia cucina
vecchia casa
vecchi calori di si stava meglio
quando eravamo poveri
domenica 27 agosto 2017
MAGGESE
quando si pensa senza pensare
quando si sta zitti senza una parola in testa
quando non si fa niente essendo pieni
GDA
quando si pensa senza pensare
quando si sta zitti senza una parola in testa
quando non si fa niente essendo pieni
GDA
sabato 26 agosto 2017
io spero in te, amico mio,
che non sei poeta
e manco vuoi esserlo,
neanche io vorrei esserlo,
perché d'amore non parla più nessuno,
parlano di pesce,
di pollo,
di piacere.
ma questi sono affari
non amore.
anche il gatto che passando ti miagola
un po' di bene te ne vuole.
tu non capisci che d'amore
non bisogna parlarne
meno che meno poetarne,
l'amore quando ne parli
hai già perso tempo per praticarlo.
e poi non parlano neanche d'amore
parlano di affari,
io ti do una cosa a te
perché tu me ne devi dare un'altra a me.
l'amore è solo un sorriso
dove c'è tutto quello che puoi donare
e lo doni donando tutto te stesso
senza volere nulla indietro,
se ti dessero qualcosa indietro
tu non ameresti nemmeno il tuo dito mignolo,
saresti un mercantuccio
che fa i conticini della sua misera bottega.
l'infinito non è una furbizia da 4 soldi,
è un gioco a vivere,
non a prendersi in giro con un nulla
che ti può pure rovinare per sempre.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
che non sei poeta
e manco vuoi esserlo,
neanche io vorrei esserlo,
perché d'amore non parla più nessuno,
parlano di pesce,
di pollo,
di piacere.
ma questi sono affari
non amore.
anche il gatto che passando ti miagola
un po' di bene te ne vuole.
tu non capisci che d'amore
non bisogna parlarne
meno che meno poetarne,
l'amore quando ne parli
hai già perso tempo per praticarlo.
e poi non parlano neanche d'amore
parlano di affari,
io ti do una cosa a te
perché tu me ne devi dare un'altra a me.
l'amore è solo un sorriso
dove c'è tutto quello che puoi donare
e lo doni donando tutto te stesso
senza volere nulla indietro,
se ti dessero qualcosa indietro
tu non ameresti nemmeno il tuo dito mignolo,
saresti un mercantuccio
che fa i conticini della sua misera bottega.
l'infinito non è una furbizia da 4 soldi,
è un gioco a vivere,
non a prendersi in giro con un nulla
che ti può pure rovinare per sempre.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
Durante un seminario per matrimoni, hanno chiesto a una donna:
- "Ti rende felice il tuo marito? Veramente ti rende felice?"
In quel momento il marito ha alzato leggermente il collo in segno di sicurezza: sapeva che sua moglie avrebbe detto di sì, perché lei non si è mai lamentata durante il suo matrimonio.
Tuttavia la moglie rispose con un sonoro:
- "no... Non mi rende felice"
Il marito la guardò con stupore, mentre la donna continuò il proprio discorso:
- "non mi rende felice... Io sono felice!
Che io sia felice o no non dipende da lui, ma da me.
Io sono l'unica persona da cui dipende la mia felicità.
Mi accorgo di essere felice in ogni situazione e in ogni momento della mia vita, perché se la mia felicità dipendesse da qualche persona, cosa o circostanza sulla faccia di questa terra, sarei in guai seri.
- "Ti rende felice il tuo marito? Veramente ti rende felice?"
In quel momento il marito ha alzato leggermente il collo in segno di sicurezza: sapeva che sua moglie avrebbe detto di sì, perché lei non si è mai lamentata durante il suo matrimonio.
Tuttavia la moglie rispose con un sonoro:
- "no... Non mi rende felice"
Il marito la guardò con stupore, mentre la donna continuò il proprio discorso:
- "non mi rende felice... Io sono felice!
Che io sia felice o no non dipende da lui, ma da me.
Io sono l'unica persona da cui dipende la mia felicità.
Mi accorgo di essere felice in ogni situazione e in ogni momento della mia vita, perché se la mia felicità dipendesse da qualche persona, cosa o circostanza sulla faccia di questa terra, sarei in guai seri.
venerdì 25 agosto 2017
Un giovane monaco si lamentava con un anziano maestro di non riuscire a giungere alla comprensione. Il maestro allora, lo portò una notte nel giardino del monastero e gli chiese:
"Le vedi le stelle?". " Si " rispose l'allievo osservando la miriade degli astri del firmamento." La vedi quella stella là, la più luminosa? ".Il monaco disse che riusciva a scorgere proprio quella stella che intendeva indicargli il maestro. "Allora la vedi quella stella a destra vicino a quella che ti ho indicato? ". " Ma non c'è nessuna stella a destra di quella luminosa! "ribatté il giovane. Il maestro allora insistette e alla fine, dopo un po', il giovane scorse una stella che subito non era visibile, ma che fissando più attentamente, emanava una debole luce a destra di quella più luminosa.
" Ecco -allora disse il maestro- la comprensione è come quella stella. Non devi essere in grado di capire se c'è una stella, ma solo essere certo che ci sia, nonostante tu non possa vederla chiaramente. Quindi per la tua saggezza non serve che tu giunga a capire, basta che tu creda che ci sia! ".
L'allievo allora si stupì di tale insegnamento e ringraziò il maestro per tanta saggezza elargita. Ma subito volle sapere : "Maestro, ma come hai potuto sapere che quella stella ne avesse una vicina così poco visibile? ".
Il maestro disse: " Non sono nemmeno convinto che abbiamo guardato la stessa stella, ma con tutte le stelle che ci sono nel firmamento, ce n'è sempre una meno luminosa che si scorge appena vicino ad una luminosa, solo guardandola indirettamente!".
LA CUCCHIAIA
la cucchiaia non sa nulla della minestra
ma proprio a lei chiediamo com'è
se è buona
se va bene
o da buttare del tutto,
ma quella non sa proprio niente
anche se l'anneghiamo del tutto dentro,
la nostra lingua che forse ne potrebbe dire qualcosa
la facciamo rimanere zitta,
preferiamo sempre il parere di chi ne sa più di noi,
solo perché è più vicino alla zuppiera
e pensiamo a torto che è più sapiente di noi,
ma forse è solo più furbo,
la famosa cucchiaia d'argento
che la nostra minestra non sa nemmeno cosa sia,
per il semplice motivo che manco l'assaggerà mai,
non è affar suo,
la cucchiaia d'argento mangia argento sopraffino
le fave toste non saprà mai cosa sono.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
giovedì 24 agosto 2017
ogni lavoro è una mano della vita,
ogni malizia
è una vendetta della fronte stupida,
quella che non pensa alla porta del vicino,
un'ombra che vuole mangiare solo carne
non il carme che porta l'acqua
alla caraffa dei suoi fiori più belli,
io mi sposerei con i sorrisi della vita
piuttosto che con i giorni di Pasqua
ormai passati per sempre.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
ogni malizia
è una vendetta della fronte stupida,
quella che non pensa alla porta del vicino,
un'ombra che vuole mangiare solo carne
non il carme che porta l'acqua
alla caraffa dei suoi fiori più belli,
io mi sposerei con i sorrisi della vita
piuttosto che con i giorni di Pasqua
ormai passati per sempre.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
un interrogativo gigante
che non mostra nessun frutto.
giorno di sole potente
alla riva di un mare di dubbi.
che ci posso fare?
c'è un podestà che mi guarda male
e che non capisce nulla.
come fare ad arrabbiarsi?
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
che non mostra nessun frutto.
giorno di sole potente
alla riva di un mare di dubbi.
che ci posso fare?
c'è un podestà che mi guarda male
e che non capisce nulla.
come fare ad arrabbiarsi?
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
ci sono delle corriere
che sfrecciano come fogli pazzi
per le intenzioni di queste estati
da sventolare ai quattro venti
delle chiacchiere di gesso al paese.
sognare è un segreto
che non raccontiamo nemmeno ai chiodi
dei nostri spettri disoccupati.
le nostre vecchie risposte
che non dicono niente
ma con cui spieghiamo quasi tutto
con le assurde parole degli altri.
città piene di giudizi perentori.
ma che diciamo se usiamo parole di pietre
fatte da ombre ormai perse negli anni?
il problema è la foglia morta del presente
non la corriera del futuro
cui qualche ladrone ha rubato le ruote
ormai da quasi un decennio.
il sospiro che resiste
è solo l'amore
e il suo antico senso dell'umano.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
che sfrecciano come fogli pazzi
per le intenzioni di queste estati
da sventolare ai quattro venti
delle chiacchiere di gesso al paese.
sognare è un segreto
che non raccontiamo nemmeno ai chiodi
dei nostri spettri disoccupati.
le nostre vecchie risposte
che non dicono niente
ma con cui spieghiamo quasi tutto
con le assurde parole degli altri.
città piene di giudizi perentori.
ma che diciamo se usiamo parole di pietre
fatte da ombre ormai perse negli anni?
il problema è la foglia morta del presente
non la corriera del futuro
cui qualche ladrone ha rubato le ruote
ormai da quasi un decennio.
il sospiro che resiste
è solo l'amore
e il suo antico senso dell'umano.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
“Quanto più uno vive solo, sul fiume o in aperta campagna, tanto più si rende conto che non c'è nulla di più bello e più grande del compiere gli obblighi della propria vita quotidiana, semplicemente e naturalmente. Dall'erba dei campi alle stelle del cielo, ogni cosa fa proprio questo; c'è tale pace profonda e tale immensa bellezza nella natura, proprio perché nulla cerca di trasgredire i suoi limiti.”
Rabindranath Tagore
Rabindranath Tagore
mercoledì 23 agosto 2017
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